Emma Gadda

Oggi finalmente nel web si trovano molte informazioni sulla ” Diastasi addominale” ma qualche anno fa non sono stata così fortunata. Dopo 4 gravidanze, a circa 12 mesi dall’ultimo parto, pur tornando al mio peso forma notavo che il mio addome invece non era tornato quello di prima. Aveva un aspetto globoso, il mio ombelico era diventato più grande, soprattutto avevo sempre mal di schiena e mi accorgevo di assumere una postura sbagliata. Il mio medico di base mi prescrisse una visita chirurgica dalla quale emerse che avevo un’ernia ombelicale e avrei dovuto sottopormi ad un intervento chirurgico in cui mi avrebbero fatto un taglio verticale da sterno a pube inserendo una rete sottocute. Spaventata, una volta rientrata a casa, cercai informazioni sul web per capire come fosse eseguito un intervento chirurgico per ernia ombelicale. Nella mia ricerca scoprii che spesso l’ernia ombelicale era associata a una Diastasi dei Muscoli Retti, un termine che avevo già sentito prima ma il cui significato non mi era ben chiaro; sempre sul web trovai alcune manovre da eseguire per capire in maniera autonoma se potessi soffrire di Diastasi. Provai: tra il muscolo destro e il muscolo sinistro ci passavano 4 dita. Ero preoccupata, non avrei voluto sottopormi all’ intervento né convivere con una grande cicatrice verticale sulla pancia. Dopo qualche giorno, dopo aver letto su Facebook l’esperienza di una mamma che lamentava dolori alla schiena, una pancia gonfia e una pallina sopra l’ombelico decisi di scrivere anch’ io un post raccontando la mia situazione, dai sintomi, all’ incontro con il chirurgo fino ad arrivare all’ esito della mia autovalutazione. In pochissimo tempo ricevetti centinaia di risposte di mamme con sintomi funzionali simili ai miei e soprattutto con il disagio di avere ancora una pancia uguale a quella del periodo della gravidanza. Facebook era pieno di gruppi dedicati alle ” mamme”, ma uno solo trattava la Diastasi e le persone iscritte erano pochissime, così iniziai a pubblicare un piccolo racconto sulla Diastasi e sui suoi sintomi in tutti i gruppi Facebook dedicati alle mamme e al parto, veicolando tutte quelle che si riconoscevano inquella descrizione nel gruppo della Diastasi. In pochissimo tempo capii che questa condizione clinica era tanto diffusa quanto sconosciuta. A poco a poco l’argomento iniziò a diffondersi in rete, sui Social e sui media in generale e anch’ io fui invitata a scrivere articoli sulla Diastasi su alcuni giornali. Venivo contattata da tantissime utenti che mi chiedevano consigli. Fui investita di una grande responsabilità anche perché non avevo ancora risolto la mia problematica che continuava a preoccuparmi. La prima ecografista a cui mi rivolsi sottovalutò la situazione, mentre il secondo scrisse sul referto i cm, 3, 5, solo dietro alla mia insistenza e con poca accuratezza. La sera tardissimo avevo del tempo libero per fare le mie ricerche e trovai finalmente un Chirurgo che trattava la Diastasi quindi lo contattai per avere informazioni. Un mese dopo ero nel suo studio, lesse l’ecografia e dopo avermi visitata confermò la Diastasi, diagnosticò un’ernia ombelicale, mi disse che secondo la sua valutazione avevo una separazione importante, sopra i 5 cm, e mi consigliò di ripetere un’ecografia. Questo perché dopo essersi informato su quali parametri occorressero per essere operati in servizio sanitario nazionale mi disse che ci voleva un esame strumentale che certificasse una Diastasi maggiore di 50 mm. Rifeci l’ecografia qualche giorno dopo e finalmente incontrai un operatore molto attento: la diagnosi fu di Diastasi maggiore di 55 mm con ernia ombelicale di 35. Venni così inserita in lista operatoria. Da quel giorno non feci che pensare all’ intervento. Dopo circa un mese eseguii il prericovero e successivamente fui chiamata per l’operazione. L’11 gennaio 2018 è stato il mio giorno. I l giorno prima ho pensato di disdire tutto, ero spaventata e preoccupata di dover lasciare per qualche giorno i miei bambini. Però sentivo di doverlo fare. Una buona parte di sostegno me lo hanno dato le ragazze del gruppo Diastasi, mi seguivano da tanto e facevano il tifo per me. Non potevo deluderle quindi presi tutto il coraggio che avevo, il piccolo peluche che mi avevano dato i miei bimbi e via. La mattina presto partii per l’ospedale. Ero abbastanza agitata ma appena vidi il Chirurgo che entrò in camera per farmi il disegno preoperatorio la mia agitazione svanì, lasciando posto al pensiero che dopo aver cercato così tanto, aver superato tanti ostacoli dal momento che nessuno sapeva cosa fosse la Diastasi e cosa potesse causare, perché nessuno prendeva in considerazione i disturbi funzionali minimizzando il problema, perché tanto ero magra, perché tanto avevo avuto dei figli, perché tanto il corpo cambia e un po’di pancetta la potevo tenere, ho capito che stavo facendo la scelta più giusta per me stessa ed ero sicura che il Chirurgo e la sua equipe avrebbero fatto un ottimo lavoro. E così è stato. L’ intervento è durato circa 3 ore, con anestesia spinale. Sono stata ricoverata 4 giorni, ho gestito il dolore prendendo pochi antidolorifici. Durante il ricovero sono venute a trovarmi delle ragazze conosciute sul gruppo Diastasi, rendendomi felice e facendomi una bellissima sorpresa. Non era solo impor tante per me condividere il mio intervento, era l’idea di aiutare tante mamme e donne a riconoscersi nei sintomi fisici e psicologici che avevo io e consigliare gli step da seguire per scoprire se effettivamente si soffre di Diastasi e non cercare invano come era successo me. L’intervento ha dato ottimi risultati, non ho più mal di schiena, non ho più gonfiore addominale e la pelle in eccesso è stata tolta. Ho una cicatrice da anca ad anca che ormai si nota appena ed è nascosta dagli slip. Non mi ha mai spaventato l’idea di convivere con una cicatrice, l’importante era tornare a stare bene. A casa sono stata a riposo, ho eseguito i controlli come da protocollo fino alla rimozione dei punti. Ho portato una f ascia addominale per 40 gg. Come post operatorio mi aspettavo molto peggio, non ho avuto complicanze e non ho sofferto particolari dolori. L’ unica ” parte noiosa” è stato il riposo. Essendo una persona sempre in movimento, questo per me è stato molto fastidioso. Nei mesi precedenti e successivi al mio intervento ho continuato comunque le mie ricerche di medici che operassero in SSN facendo una costante divulgazione d’ informazioni riguardo alla Diastasi sui social. Ero contenta di poter essere d’aiuto a tante e di essere considerata un riferimento. Ed è in quel periodo che ho fondato il gruppo Facebook “DiastasiMamme” per divulgare informazioni su questa patologia ancora poco conosciuta e per parlare dei sintomi che dà, raccontando il mio percorso a tante ragazze, spiegando come fare autovalutazione e consigliando che tipo di esami richiedere. E cercando e valutando le strutture ospedaliere italiane che trattano questa condizione. Così trovo e conosco medici esperti in questa patologia, in particolar modo il Dott. Federico Fiori, Chirurgo Generale che lavora all’ospedale San Carlo Borromeo di Milano, Chirurgo esperto anche nell’ambito della Chirurgia Plastica e nella ricostruzione della parete addominale. E nel mese di aprile 2018 il Dottor Fiori ha organizzato il primo evento sulla Diastasi nell’ospedale dove lavora chiedendo la mia partecipazione. Un mese prima dell’evento avevo diffuso l’invito a tutto il gruppo Facebook “Diastasi Mamme” e quel giorno sono arrivate davvero tantissime persone da tutta Italia. Pensando a come ero così spaesata io quando ho scoperto praticamente da sola di avere una Diastasi dei Muscoli Retti dell’addome, avere un riferimento importante come il Dott. Fiori era un piccolo passo verso quello che speravo si realizzasse e che oggi si è concretizzato. A maggio 2018 inizia la nostra collaborazione, e oggi lo seguo nella sua attività facendogli da Assistente. Negli anni inoltre ho acquisito competenze e titoli per poter seguire i Pazienti in un percorso preparatorio – o alternativo- all’intervento chirurgico e successivamente in un percorso di recupero post operatorio per il ripristino della muscolatura della parete addominale lavorando nel suo studio a Milano. E questo ruolo mi dà grande soddisfazione Oltra alla collaborazione lavorativa con il Dott.  Fiori, continuo a seguire le mamme del gruppo, con cui quotidianamente ho rapporti rispondendo a quesiti, dubbi, paure riguardanti la Diastasi dei Muscoli Retti. A distanza di 9 anni posso essere orgogliosa di quello che ho creato. Insieme al Dott. Fiori inoltre abbiamo organizzato eventi e visite in varie regioni d’ Italia ed è sempre un piacere e un onore incontrare di persone “le mie ragazze”. Speriamo di organizzarne presto altri Ci tengo davvero molto. Tengo molto a dare informazioni corrette, ho la fortuna di conoscere di persona molte ragazze che scoprono di avere una Diastasi e seguirle dall’ inizio del loro percorso. Questo è quello che tra tutto preferisco, mi piace molto il lato umano, conoscere le Pazienti, la loro storia, le loro paure – aiutandole a vincerle- e obbiettivi – aiutandole a raggiungerli. L’ importanza dei social è fondamentale, è la prima cosa che esploriamo tutti quando cerchiamo qualcosa, e avere dei gruppi dove si parla, ci si confronta, ci si consiglia è essenziale per capire di non essere sole ad avere un problema che magari chi ci è vicino sottovaluta. Oggi ci sono più gruppi e associazioni dedicati alla Diastasi. Ed è un bene. Perché ritengo che sia molto impor tante dare informazioni corrette e veicolare le Paziente ad un percorso idoneo per ottenere il maggior beneficio sia fisico che psicologico. Il lavoro che facciamo noi amministratrici di gruppi e associazioni lo svolgiamo a titolo di volontariato, non è sempre facile, è un impegno a 360 gradi, si toglie tempo alla vita privata, ma aiutare, informare e indirizzare dà una grandissima gratificazione. Io cerco di essere sempre presente e rispondere alle centinaia di domande e richieste di ogni genere e la soddisfazione nel vedere una mamma felice del suo percorso non ha prezzo, ha un valore per me inestimabile. Per questo è impor tante raccontare la propria esperienza, essere consapevoli che ogni persona e ogni risultato ottenuto infondono agli altri coraggio e determinazione per affrontare un percorso che non sempre è facile. Ma ritengo che una persona abbia tutto il diritto di poter stare bene fisicamenteindipendentemente dall’età, dalla fisicità e dalle aspettative che pur sono diverse per ognuno di noi.

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Per ulteriori approfondimenti sulla Diastasi Addominale visita : www.diastasiedintorni.it

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