Perdite di urina dopo il parto e diastasi addominale possono essere collegate?
È una domanda importante, perché dopo una gravidanza molte donne si concentrano soprattutto sui cambiamenti visibili dell’addome, mentre alcuni disturbi vengono considerati quasi una normale conseguenza dell’aver avuto figli.
Tra questi ci sono le perdite involontarie di urina, che possono comparire quando si tossisce, si starnutisce, si corre, si salta, si solleva un peso o durante altri sforzi.
Quando insieme all’incontinenza è presente anche una diastasi dei muscoli retti addominali, viene spontaneo chiedersi se i due problemi siano collegati.
La risposta richiede però una precisazione importante:
diastasi addominale e incontinenza urinaria possono essere presenti contemporaneamente, soprattutto dopo una gravidanza, ma questo non significa che la diastasi sia necessariamente la causa dell’incontinenza.
Vediamo perché.
Cos’è la diastasi addominale?
La diastasi addominale è una condizione della parete addominale caratterizzata dall’allontanamento dei muscoli retti e da modificazioni della linea alba, la struttura di tessuto connettivo che si trova al centro dell’addome.
Durante la gravidanza la parete addominale deve adattarsi progressivamente alla crescita dell’utero.
Dopo il parto inizia un processo di recupero che può essere molto diverso da donna a donna.
In alcune la parete recupera spontaneamente una buona funzionalità, mentre in altre può persistere una diastasi dei retti addominali.
Cos’è l’incontinenza urinaria?
L’incontinenza urinaria consiste nella perdita involontaria di urina.
Una delle forme che può presentarsi dopo la gravidanza è l’incontinenza urinaria da sforzo.
Le perdite possono verificarsi, ad esempio, durante:
- un colpo di tosse o uno starnuto;
- una risata;
- una corsa o un salto;
- l’attività fisica;
- il sollevamento di un peso.
È un problema più diffuso di quanto spesso si pensi e molte donne evitano di parlarne per imbarazzo o perché ritengono che sia inevitabile dopo aver avuto dei figli.
Ma avere perdite urinarie non dovrebbe essere semplicemente accettato come una normale conseguenza della maternità.
Diastasi addominale e incontinenza sono collegate?
Parete addominale e pavimento pelvico non lavorano come strutture completamente separate.

Fanno parte di un sistema che partecipa alla gestione delle pressioni all’interno dell’addome, insieme anche al diaframma e ad altre strutture.
Quando tossiamo, starnutiamo, solleviamo qualcosa o facciamo uno sforzo, la pressione all’interno dell’addome cambia.
Addome e pavimento pelvico devono essere in grado di adattarsi e coordinarsi.
Questo aiuta a comprendere perché, soprattutto nel periodo successivo alla gravidanza, diastasi addominale e disturbi del pavimento pelvico possano essere riscontrati nella stessa persona.
Ma attenzione: la loro presenza contemporanea non dimostra automaticamente un rapporto di causa-effetto.
La diastasi provoca perdite di urina?
Non è corretto affermare semplicemente:
“Hai la diastasi, quindi hai incontinenza.”
L’incontinenza urinaria può dipendere da diversi fattori e necessita di una valutazione specifica.
Allo stesso modo, molte donne con diastasi addominale non presentano alcuna perdita urinaria.
Per questo è importante non attribuire automaticamente ogni disturbo del pavimento pelvico alla diastasi.
La persona deve essere valutata nel suo insieme.
Perché gravidanza e parto sono così importanti?
La gravidanza comporta importanti cambiamenti sia per la parete addominale sia per il pavimento pelvico.
Durante nove mesi aumentano progressivamente volume e pressioni e cambiano postura, muscoli e tessuti.
Anche il parto può avere un ruolo nelle modificazioni del pavimento pelvico.
Per questo nel post parto possono coesistere situazioni differenti: diastasi, alterazioni della funzionalità del pavimento pelvico, incontinenza, sensazione di peso o altri disturbi.
Non significa che tutte le donne debbano svilupparli.
Significa che il recupero dopo una gravidanza non dovrebbe essere valutato guardando soltanto la pancia.
Diastasi e pavimento pelvico: perché valutarli insieme?

Quando una donna presenta sia una diastasi addominale sia perdite urinarie, può essere utile osservare il funzionamento complessivo del sistema.
Una valutazione del pavimento pelvico può aiutare a comprendere la natura del problema e individuare un eventuale percorso riabilitativo appropriato.
Allo stesso tempo, quando necessario, può essere valutata la parete addominale.
L’obiettivo non è trovare necessariamente un’unica causa per tutti i sintomi, ma capire quali strutture siano coinvolte e come funzionino insieme.
Gli esercizi per la diastasi risolvono anche l’incontinenza?
Non necessariamente.
È facile trovare online esercizi presentati come soluzione universale per diastasi e pavimento pelvico, ma due donne con sintomi apparentemente simili possono avere necessità completamente differenti.
Un esercizio non dovrebbe essere scelto semplicemente perché viene definito “esercizio per la diastasi”.
Quando sono presenti perdite urinarie è importante valutare specificamente anche il pavimento pelvico e costruire, quando indicato, un percorso personalizzato.
E gli esercizi di Kegel?
Anche in questo caso è meglio evitare il fai da te.
Spesso quando si parla di incontinenza si pensa immediatamente agli esercizi di Kegel, cioè alle contrazioni volontarie della muscolatura del pavimento pelvico.
Ma non tutte le problematiche del pavimento pelvico sono uguali e non sempre la soluzione consiste semplicemente nel “contrarre di più”.
Una valutazione professionale permette di capire quale tipo di lavoro sia realmente appropriato.
Quando rivolgersi a un professionista?
Se le perdite di urina sono frequenti, persistono nel tempo, interferiscono con l’attività fisica o con la vita quotidiana, è opportuno parlarne con un professionista sanitario competente.
Lo stesso vale quando si sospetta una diastasi addominale.
Non bisogna aspettare necessariamente che il problema diventi importante.
E soprattutto non bisogna vergognarsi di parlarne.
Sono passati anni dal parto: è troppo tardi?
No.
Alcune donne convivono con piccole perdite urinarie per anni pensando che, dopo una gravidanza, sia normale.
Altre scoprono la diastasi molto tempo dopo il parto.
Anche se sono trascorsi diversi anni, è possibile effettuare una valutazione e capire se esiste un percorso appropriato per la propria situazione.
Il corpo dopo la gravidanza va considerato nel suo insieme
Quando parliamo di diastasi addominale dopo il parto, è facile concentrare tutta l’attenzione sulla pancia.
Ma il nostro corpo non funziona a compartimenti separati.
Parete addominale, respirazione, gestione delle pressioni e pavimento pelvico interagiscono continuamente durante le attività quotidiane.
Per questo in Diastasi Mamme cerchiamo di parlare della diastasi non soltanto come qualcosa che modifica l’aspetto dell’addome, ma come una condizione che merita di essere conosciuta all’interno di una visione più completa della persona.
Informarsi è il primo passo. Capire cosa sta succedendo al proprio corpo permette poi di scegliere il percorso più adatto.


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