Quando si sospetta una diastasi addominale, una delle domande più frequenti è: a quale medico devo rivolgermi?

Spesso il percorso inizia dopo una gravidanza, quando ci si accorge che l’addome continua ad avere un aspetto diverso rispetto a prima. In altri casi compaiono gonfiore, senso di debolezza della parete addominale o altri disturbi che portano a cercare informazioni sulla diastasi dei muscoli retti dell’addome.

Orientarsi tra fisioterapista, medico, ecografia e visita chirurgica può però creare confusione.

Vediamo quindi quali figure possono intervenire e quale può essere il percorso per arrivare a una corretta valutazione.

Chi diagnostica la diastasi addominale?

La diastasi addominale consiste nell’allontanamento dei muscoli retti dell’addome associato a modificazioni della linea alba.

L’autovalutazione può essere utile per iniziare a conoscere il proprio addome, ma non sostituisce una valutazione professionale.

Quando è necessario approfondire, il medico può indicare gli accertamenti più appropriati. Tra gli esami utilizzati per valutare la parete addominale può esserci l’ecografia, che permette di studiare la distanza tra i muscoli retti e le caratteristiche della parete.

Non tutte le persone, però, hanno bisogno dello stesso percorso diagnostico: la valutazione deve essere personalizzata.

Quale specialista consultare per la diastasi addominale?

Quando si desidera una valutazione completa della parete addominale, una delle figure di riferimento è il chirurgo generale con esperienza nella chirurgia della parete addominale.

La visita non significa automaticamente parlare di intervento chirurgico.

Durante la visita per diastasi addominale, lo specialista può valutare l’addome nel suo insieme, verificare l’eventuale presenza di ernie associate, considerare i sintomi riferiti dalla persona e stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.

L’obiettivo è innanzitutto comprendere la situazione.

E il fisioterapista?

Il fisioterapista, soprattutto se formato nella riabilitazione addominale e del pavimento pelvico, può avere un ruolo importante nel percorso conservativo.

La riabilitazione può lavorare sulla gestione delle pressioni addominali, sulla respirazione, sulla funzionalità del tronco e sull’eventuale coinvolgimento del pavimento pelvico.

È però importante distinguere due aspetti: migliorare la funzione della parete addominale non significa necessariamente eliminare anatomicamente una diastasi già presente.

Per questo riabilitazione e valutazione medica non devono essere viste come due percorsi in contrapposizione. Possono avere obiettivi differenti e, quando indicato, integrarsi.

Quando rivolgersi a un chirurgo della parete addominale?

Una valutazione chirurgica per la diastasi dei retti può essere utile quando la separazione è evidente, quando sono presenti disturbi persistenti, quando si sospetta un’ernia associata oppure quando si desidera semplicemente conoscere con maggiore precisione la propria situazione e le possibili opzioni.

Consultare un chirurgo non significa decidere di operarsi.

Significa ottenere una valutazione specialistica e capire se, nel proprio caso, sia indicato proseguire con un percorso conservativo, effettuare altri accertamenti oppure prendere in considerazione una soluzione chirurgica.

La diastasi deve sempre essere operata?

No.

La presenza di una diastasi addominale non comporta automaticamente la necessità di un intervento.

Ogni situazione deve essere valutata individualmente considerando diversi elementi: caratteristiche della parete addominale, eventuali sintomi, presenza di ernie, storia personale, gravidanze e aspettative della persona.

La chirurgia rappresenta la possibilità di correggere anatomicamente la separazione dei muscoli retti, ma la decisione deve arrivare dopo una valutazione specialistica e un’informazione completa.

Da dove iniziare se pensi di avere una diastasi?

La cosa più importante è non fermarsi alle fotografie viste sui social o al confronto con altre persone.

Due addomi apparentemente simili possono avere caratteristiche completamente diverse.

Informarsi è il primo passo. Successivamente può essere utile effettuare una valutazione professionale e, quando indicato, gli esami necessari per comprendere realmente le condizioni della propria parete addominale.

Non esiste un percorso identico per tutte.

Conoscere la propria situazione permette di scegliere con maggiore consapevolezza.


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