Se dimagrisco, la diastasi addominale può sparire?

È un dubbio molto comune, soprattutto quando dopo una gravidanza la pancia continua a essere prominente nonostante siano passati mesi o anni, oppure quando si è perso peso ma l’aspetto dell’addome non è cambiato come ci si aspettava.
La risposta breve è: dimagrire può modificare l’aspetto della pancia, ma perdere peso e correggere una diastasi addominale sono due cose diverse.
Vediamo perché.
Cos’è realmente la diastasi addominale?
La diastasi addominale, o diastasi dei muscoli retti dell’addome, riguarda la parete addominale.
Durante la gravidanza l’addome deve adattarsi alla crescita dell’utero. I muscoli retti si allontanano e la linea alba, il tessuto che si trova tra i due retti, subisce importanti modificazioni.
Dopo il parto la parete addominale può recuperare in maniera diversa da donna a donna.
Quando permane una separazione dei muscoli retti associata ad alterazioni della linea alba, possiamo trovarci di fronte a una diastasi dei retti addominali.
Ed è qui che nasce una confusione molto frequente: la diastasi non è grasso addominale.

Dimagrire può far chiudere la diastasi?
La perdita di peso può ridurre il tessuto adiposo presente sull’addome e modificare anche notevolmente la forma della pancia.
Ma questo non significa necessariamente che si riduca o scompaia la separazione dei muscoli retti.
Una donna può quindi dimagrire, raggiungere il proprio peso forma e continuare ad avere una diastasi addominale.
Allo stesso modo, è possibile avere una diastasi anche essendo molto magre.
Questo perché peso corporeo e condizione della parete addominale non sono la stessa cosa.
Perché dimagrendo la pancia può comunque migliorare?
Qui è importante fare una distinzione.
Se perdiamo grasso addominale, inevitabilmente l’aspetto esteriore della pancia può cambiare.
L’addome può apparire meno voluminoso e questo può far pensare che anche la diastasi sia migliorata.
Ma ciò che vediamo allo specchio non ci dice necessariamente cosa stia succedendo alla parete addominale.
Per sapere se è presente una diastasi e valutarne le caratteristiche non possiamo basarci esclusivamente sull’aspetto della pancia o sul numero indicato dalla bilancia.
“Sono dimagrita ma ho ancora la pancia”: può essere diastasi?
Può esserlo, ma non necessariamente.
Una pancia prominente può dipendere da molti fattori differenti: distribuzione del grasso, gonfiore, postura, caratteristiche dei tessuti e condizioni della parete addominale.
La diastasi è una delle possibilità.
Per questo frasi come “hai ancora la pancia perché devi dimagrire” possono essere estremamente semplicistiche.
Soprattutto dopo una gravidanza, se l’addome continua ad avere una forma che non riconosci più, può essere utile capire che cosa sta realmente succedendo alla parete addominale, anziché concentrarsi soltanto sul peso.
Esercizio fisico e dimagrimento possono aiutare?
Attività fisica, alimentazione equilibrata e mantenimento di un peso adeguato sono importanti per la salute generale.
Nel caso della diastasi, inoltre, un percorso riabilitativo personalizzato può lavorare sulla funzionalità della parete addominale, sul controllo del tronco, sulla respirazione e sulla gestione delle pressioni.
Ma anche qui dobbiamo evitare promesse irrealistiche.
Migliorare la funzionalità dell’addome non equivale necessariamente a eliminare anatomicamente una diastasi già presente.
Il percorso dipende dalle caratteristiche della singola persona.
Gli addominali fanno chiudere la diastasi?
Un’altra convinzione molto diffusa è che, se dimagrimento e dieta non bastano, sia sufficiente fare molti esercizi addominali.
Non funziona così.
In presenza di una diastasi è importante che l’attività venga scelta e svolta correttamente, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle pressioni addominali.
Non significa che chi ha una diastasi non possa allenarsi.
Significa piuttosto che l’esercizio dovrebbe essere adattato alla propria situazione e alle proprie capacità, soprattutto quando sono presenti sintomi o difficoltà nella gestione della parete addominale.
Come capire se è grasso addominale o diastasi?
È una delle domande più difficili da risolvere semplicemente guardandosi allo specchio.
La presenza di grasso addominale non esclude una diastasi e, allo stesso tempo, avere una pancia prominente non significa automaticamente avere una diastasi.
Un’autovalutazione può rappresentare un primo passo per conoscere meglio il proprio addome, ma non sostituisce una valutazione professionale.
Quando indicato, possono inoltre essere utilizzati esami come l’ecografia della parete addominale per approfondire la situazione.
Devo dimagrire prima di occuparmi della diastasi?

Non esiste una risposta identica per tutte.
Dipende dal peso di partenza, dalle condizioni generali, dalle caratteristiche della parete addominale e dal percorso che si sta valutando.
Per questo il peso non dovrebbe diventare l’unico parametro attraverso cui giudicare il proprio addome.
Una donna magra può avere una diastasi. Una donna in sovrappeso può avere una diastasi. E due donne dello stesso peso possono avere pareti addominali completamente differenti.
La bilancia non racconta tutta la storia
In Diastasi Mamme incontro da anni donne che arrivano con storie molto diverse.
Alcune hanno perso tutti i chili della gravidanza ma continuano a non riconoscere il proprio addome.
Altre pensano per anni di dover semplicemente dimagrire.
Altre ancora scoprono di avere una diastasi pur essendo sempre state molto magre.
Per questo vorrei lasciare un messaggio importante:
non giudicare la tua parete addominale soltanto attraverso il peso o l’immagine che vedi allo specchio.
Se qualcosa è cambiato dopo la gravidanza o sospetti una diastasi, il primo passo è informarti e capire cosa sta succedendo realmente al tuo corpo.

Perché prima di cercare una soluzione, è importante conoscere il problema.

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